CAMAGUEY,
26 Luglio 2007
La delegazione del Circolo di Roma, composta dal Segretario Marco Papacci e da Luca Zugaro, membro del Direttivo, ha partecipato oggi, invitata ufficialmente dall'ICAP, all'Acto del 26 de Julio,
54° anniversario degli Assalti al Cuartel Moncada e Carlos Manuel de Cespedes, allorquando Fidel Castro ed i suoi compagni cominciarono la lotta armata contro la tirannia a Cuba fino al trionfo del 1° gennaio del 1959.
La celebrazione si è tenuta nella Plaza de la Revolución Mayor General Ignacio Agramonte, di Camagüey, strapiena di gente fin dalle prime luci dell'alba, visto che erano ben 18 anni che questa provincia non veniva designata come sede dell'atto.
Nella presidenza, Raúl Castro Ruz, Ministro delle Forze Armate Rivoluzionarie e primo Vicepresidente dei Consiglio di Stato e dei Ministri, comandanti della Rivoluzione come Juan Almeida Bosque, Ramiro Valdés, Guglielmo García Fría e Faure Chomón, altri dirigenti della Rivoluzione, varie delegazioni di associazioni di solidarietà tra cui una rappresentanza della Carovana dei Pastori per la Pace capeggiata da Lucius Walker, i familiari dei martiri delle Barbados e dei Cinque cubani prigionieri nelle carceri USA, Aleida March, moglie del Che con la figlia Aleida Guevara, gli assaltanti del '53 sopravvissuti come Melba Hernandez.
Alle 07.30 è iniziata la cerimonia con la poesia "Ya estamos en combate" di Raúl Gómez García, declamata dall'attore Jorge Ryan, prima che venissero intonate le note dell'Inno Nazionale.
A seguire, ha preso la parola Salvador Valdés Mesa, segretario generale della Central de Trabajadores di Cuba che ha sottolineato la capacità di resistenza della provincia di Camagüey, nonostante le avversità naturali, come la lunga siccità, affrontate negli ultimi anni.
Dopodiché, Julio César García, primo segretario del PCC nella provincia di Camagüey, che ha evidenziato il ruolo svolto da Camaguey per ottenere la sede dell'anniversario del 26 di Luglio.
Infine, è stata la volta del discorso di Raul Castro.
Tra i molti argomenti toccati, il Comandante delle Forze armate Rivoluzionarie di Cuba ha ribadito che se i governi nordamericani lasciassero da parte la loro politica di arroganza, e fossero disposti a dialogare con Cuba, in condizioni di rispetto ed uguaglianza, le autorità dell'isola sarebbero disposte a farlo, ma se così non fosse, il paese cubano continuerà a lottare fin quando sarà necessario.
Inoltre, ha affermato che gli ultimi 12 mesi sono stati un esempio di maturità, fermezza e fiducia del paese in Fidel ed ha assicurato che non c'è stato compito assegnato dal presidente cubano che sia stato disatteso.
Il Secondo Segretario del Comitato Centrale del PCC ha, infine, esortato i settori produttivi dell'economia cubana ad essere più efficienti, a lasciare da parte
le pratiche e le concezioni obsolete, ed a lavorare con grande forza di volontà per continuare a consolidare l'economia a beneficio di tutta la popolazione.
Terminato l’atto, mentre le decine di migliaia di manifestanti si allontanavano dalla piazza con ordine e compostezza,
i 2 componenti del Circolo di Roma sono riusciti a parlare con Adriana Perez, moglie di Gerardo Hernández, uno dei Cinque cubani ingiustamente detenuti negli USA, alla quale hanno illustrato la campagna messa in atto sui quotidiani italiani per sensibilizzare l'opinione pubblica sulla vicenda.
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