Con queste parole il presidente degli Stati Uniti sta legittimando il lavoro dei Cinque, cioè cercare di individuare le organizzazioni che praticano il terrorismo. In realtà, tutto questo dimostra che per gli Stati Uniti e per moltissime altre persone esiste un terrorismo buono, che serve agli interessi degli Stati Uniti e uno cattivo, che attacca gli stessi interessi. E questo le persone di buona volontà non lo possono accettare: il terrorismo è male, sempre.
D: E l’Europa dove sta?
R: L’Europa è assente, bisogna dirlo. Riguardo al caso dei Cinque, l’Europa è schierata con gli Stati Uniti, e in particolare sulle problematiche cubane, l'Europa non vuole considerare la specificità del caso cubano, la specificità del terrorismo sponsorizzato dagli USA contro Cuba. È evidente che è sensibile solo al terrorismo, diciamo, islamico. Al terrorismo internazionale, come oggi viene chiamato questo fenomeno.
D: Qual’è la differenza tra la politica nei confronti di Cuba del democraticissmo John Kennedy e quella dell’ultra conservatore, reazionario George W. Bush. In fondo è durante l’amministrazione Kennedy che, dal trionfo della rivoluzione, Cuba ha vissuto la sua fase più critica. E non mi riferisco alla crisi di ottobre, ma piuttosto al tentativo di invasione dell’Isola con lo sbarco nella Baia dei Porci.
R: Qui stiamo parlando di storia. E la storia ci dice due cose: il presidente Kennedy quando lancia l’operazione “Playa Girón”, sta lanciando un piano che non ha elaborato la sua amministrazione, ma quella precedente alla sua, l’amministrazione di Eisenhower. Evidentemente Kennedy, essendo un presidente insediatosi da poco, ancora non possiede l’autorità per dissuadere la realizzazione di quella operazione.
Ma possiamo dire che ordina alle forze statunitensi presenti nelle acque circostanti la Baia, in particolare portaerei, di non partecipare allo sbarco.
Inoltre oggi sappiamo con certezza che Kennedy voleva mandare un messaggio a Fidel Castro per stabilire un altro tipo di relazione con lui. Abbiamo molte testimonianze che lo dimostrano. Pertanto la posizione di Kennedy anche se quantitativamente sembra più importante, le stesse autorità cubane pensano che, dopo la crisi, con lui si sarebbero potuti stabilire altri tipi di rapporti.
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